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Chuck the Monkey: l'ultimo amigurumi. Incompiuto.
— by AcquaOssigenata on

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giovedì 9 giugno 2011

Chuck the Monkey: l'ultimo amigurumi. Incompiuto.


E poi improvvisamente le mie dita hanno iniziato a danzare con il filo e l'uncinetto come se nulla fosse. Dopo quasi 6 mesi mi sono decisa a riprendere una mia passione nata per caso ma che mi ha dato molto. Mi rilassa e riesco a portare a termine quello che inizio. Pensavo di avere difficoltà e invece loro sapevano già come muoversi. Mezz'ora al giorno per la chitarra, che non posso assolutamente mollare mai. Adesso soprattutto che il mio cervello sta cominciando a mandare impulsi indipendenti alle mie dita per formare le note, e tempo per tornare a fare gli amigurumi. Il mio blog era nato per quello, sebbene sapevo che con la nascita della nana avrei avuto una battuta d'arresto. 

A volte mi domando se non era meglio che la mia manualità fosse indirizzata per una sola cosa, invece di saper fare tutto e niente. Mamma e papà ce l'hanno messa tutta quando io ero piccola e credo che ci siano riusciti benissimo. Spero di poter avere la stessa influenza con la mia bimba. Sono soddisfazioni queste. E mi rendono felice e orgogliosa sebbene il lavoro con cui ci pago le bollette, il magiare e il resto alla fine sia solo uno stacco nel mezzo della mia vera vita.

Vi presento l'incompiuto Chuck the monkey. Ma spero di farvelo vedere finito il prima possibile. ora vado che il lavoro è sul letto e la nana dorme. Ne approfitto!!! 

martedì 7 giugno 2011

Chi ha paura dei fantasmi?


Io.  E' strano, ma non lo dico perché influenzata dai mille fenomeni televisivi che ci propinano a base di fantasmi, vampiri e co., ma semplicemente perché credo che non siamo soli. Sulla terra come nell'universo. Sarebbe una presa di posizione troppo egocentrica ed egoista. Anche se poi alla fine questa è una delle prerogative della razza umana. Ma torniamo al dunque. 
Dico questo perché credo che un fantasma mi segua oramai da anni. 
Da quando vivevo a casa con i miei genitori, quando una notte mentre dormivo tranquilla e beata ecco che all'improvviso un brivido lungo la schiena. Una presenza e aperti gli occhi ho visto una mano con un guanto nero che stava davanti la mia faccia. Ora penserete che me lo sono sognato, ma credetemi non è così. Non avrei motivo di dire una cosa simile, in fondo non ne ricaverei un ragno dal buco. Eppure io quella mano l'ho vista.


E da quel giorno ho iniziato ad avere il presentimento che qualcuno in casa ci fosse, perché quando ero sola sentivo la scala scricchiolare sotto il peso di passi e avevo quella strana sensazione dietro la schiena. Poi mi sono trasferita, sposata e l'anno scorso ecco di nuovo strani fenomeni intorno a me. Lavoravo a casa paste sintetiche e avevo un piccolo mobiletto con i cassetti sopra il tavolo. Ogni cassetto conteneva cose più o meno utili. A parte la sparizione continua di cose, ma quello magari è dovuto anche alla mia memoria corta, ma una cosa ha di nuovo destato la mia attenzione: un cassetto aperto.  
Era un cassettino che non usavo mai perché dentro tenevo scarti di cose che non mi servivano. 
A casa c'ero solo io e gli animali, mi alzo per andare al bagno torno e quel cassetto lo trovo aperto. Oggetti che da una parte li trovo dall'altra. 
Poi di nuovo silenzio fino al momento in cui abbiamo iniziato a sistemare la cameretta per l'arrivo della nana. 


Ero al 7° mese di gravidanza, una mattina verso le 5, mentre facevo colazione con mio marito ecco sentire dalla cameretta chiusa un carillon. Dura poco tipo 10 sec. Io e mio marito ci guardiamo impauriti. Nessuno era andato in cameretta, nessuno. Eppure quel carillon si è acceso. Oltretutto era un suono che non appartiene a nessun gioco della mia bimba. 
Un altro giorno trovo il cassetto dei body aperto, e la nana ancora non era nata. Nessuno era andato nella camera, anche perché non ce ne era motivo. 


Presenze.
Siberia, la nostra gatta, spesso e volentieri in concomitanza di questi episodi si ferma con gli occhi spalancati a fissare un punto della stanza. Si alza sulle due zampe posteriori e il suo sguardo è come pieno di paura. Gli si drizza il pelo e i nostri peli con i suoi. I gatti sono dei recettori fantastici. 


Perché vi racconto questo? Perché poco fa mentre passavo l'aspirapolvere, ho notato che si è accesa da sola la luce del bagno, ha tentennato e poi si è spenta. 
Quella luce è fulminata da 3 mesi. E non si è mai accesa. 


Ora il mio problema non è tanto sapere se con me abita una presenza o meno. E' sapere se la presenza sia buona o malvagia. Sapere se mi posso fidare e stare tranquilla. Certo non mi va di stuzzicare cose che non mi appartengono. In fondo va bene così. Finché è una luce, un cassetto un oggetto mi sta bene. 
Magari questo è un pretesto per chiamare l'affascinate indagatore dell'incubo. 



venerdì 3 giugno 2011

Il buddista pensatore



Oggi sono della serie contemplativa pallosa.
Sai di quelle giornate che ti svegli già con una musica nella testa e mille idee che ti ronzano. Ecco oggi io mi sento così. Stavo rifacendo il letto e dopo aver provato al volo l'intro stupendo di Nothing Else Matters mi sono chiesta come mai sono riuscita in una sola settimana ad imparare qualche accordo, a farmi venire i calli sulle dita e imparare una canzone dei Metallica quando 15 anni fa non sono riuscita nemmeno a portare a termine Il gatto e la volpe di Bennato. Pensavo che forse come nei libri ogni cosa ha il suo preciso momento, e non sai mai quando questo sarà se non quando ci chiamerà l'oggetto stesso. Un po' come l'anello con il suo padrone. 
Ad esempio i libri. Quelli hanno il potere speciale di farti capire a modo loro quando leggerli. Alcuni di loro si iniziano ma non si finiscono per qualche ragione, o magari perché non ci piacciono, oppure continuiamo a comprarli sebbene abbiamo la libreria piena e nessun posto dove metterli. Poi arriva un bel giorno magari dopo anni,  ed ecco che riprendiamo in mano quel libro e lo stesso ecco prendere una nuova luce e in quel momento ci sembra lo scritto più bello della nostra vita. 
In fondo il libro è sempre lo stesso, siamo noi ad essere cambiati, e se prima non ci diceva nulla, adesso è pieno di significato. Sono loro che ci chiamano, sono loro a dirci quando è il momento giusto per essere letti.


Quindi le cose seguono un loro preciso percorso. 
Noi possiamo solo prendere le strade giuste affinché combacino. 
Mi domando se avessi imparato a suonare la chitarra quando avevo 11 anni. 
Probabilmente la strada che avrei preso sarebbe stata diversa. 
Forse non avrei incontrato mio marito perché adesso è lui che mi sta insegnando a suonare.  
Forse il destino non avrebbe fatto incontrare due assi della chitarra. A che pro? Magari si, forse avremmo messo su un gruppo come i White Stripes, o forse ci saremmo scannati dalla mattina alla sera. Tutti forse. Tutte alternative alla mia vita che posso solo immaginare, niente di più. 


E così questa mattina mi ritrovo a pensare alla ruota del destino e al suo naturale decorso. Secondo me la vita è un'enorme gioco nel quale noi siamo delle pedine e qualcuno sopra di noi tira i dadi. C'è chi perde subito, c'è chi prende strade sbagliate, c'è chi prende strade giuste ma poi torna indietro, c'è chi affronta i nemici senza batter ciglio, c'è chi diventa il nemico per far fuori i più deboli. 
E c'è chi si diverte ancora dopo anni a giocare a risiko. 
Forse questa è la parte che più mi spaventa, e forse è la parte che non riesco ancora a comprendere, e perché debba far parte della nostra esistenza. 

mercoledì 1 giugno 2011

La ricetta della felicità


Prendente una fetta di pane, spalmate sopra uno strato sottile di burro e infine un velo di marmellata. Ecco a voi la ricetta della felicità.

Stamattina invasa da una fame degna di un brontosauro, con la consapevolezza che i miei biscotti biologici integrali non avrebbero tappato nemmeno un millimetro del buco nero del mio stomaco, mi sono ricordata di quando ero bambina e di come allietavo le mie colazioni con un buonissimo pane burro e marmellata.


Così appena aperto gli occhi il mio pensiero è stato quello. Due fette di pane e le mie papille gustative hanno ballato entusiaste. E i ricordi piano piano sono riaffiorati alla mia mente. E mi sono resa conto che a volte sono proprio le piccole cose a farci tornare il sorriso. La rugiada sull'erba in una mattina d'estate, la calda sabbia della spiaggia, un profumo, una canzone. I ricordi della nostra vita sono la nostra felicità.


Dobbiamo solo impegnarci a riscoprirli giorno per giorno.