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Il buddista pensatore
— by AcquaOssigenata on

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venerdì 3 giugno 2011

Il buddista pensatore



Oggi sono della serie contemplativa pallosa.
Sai di quelle giornate che ti svegli già con una musica nella testa e mille idee che ti ronzano. Ecco oggi io mi sento così. Stavo rifacendo il letto e dopo aver provato al volo l'intro stupendo di Nothing Else Matters mi sono chiesta come mai sono riuscita in una sola settimana ad imparare qualche accordo, a farmi venire i calli sulle dita e imparare una canzone dei Metallica quando 15 anni fa non sono riuscita nemmeno a portare a termine Il gatto e la volpe di Bennato. Pensavo che forse come nei libri ogni cosa ha il suo preciso momento, e non sai mai quando questo sarà se non quando ci chiamerà l'oggetto stesso. Un po' come l'anello con il suo padrone. 
Ad esempio i libri. Quelli hanno il potere speciale di farti capire a modo loro quando leggerli. Alcuni di loro si iniziano ma non si finiscono per qualche ragione, o magari perché non ci piacciono, oppure continuiamo a comprarli sebbene abbiamo la libreria piena e nessun posto dove metterli. Poi arriva un bel giorno magari dopo anni,  ed ecco che riprendiamo in mano quel libro e lo stesso ecco prendere una nuova luce e in quel momento ci sembra lo scritto più bello della nostra vita. 
In fondo il libro è sempre lo stesso, siamo noi ad essere cambiati, e se prima non ci diceva nulla, adesso è pieno di significato. Sono loro che ci chiamano, sono loro a dirci quando è il momento giusto per essere letti.


Quindi le cose seguono un loro preciso percorso. 
Noi possiamo solo prendere le strade giuste affinché combacino. 
Mi domando se avessi imparato a suonare la chitarra quando avevo 11 anni. 
Probabilmente la strada che avrei preso sarebbe stata diversa. 
Forse non avrei incontrato mio marito perché adesso è lui che mi sta insegnando a suonare.  
Forse il destino non avrebbe fatto incontrare due assi della chitarra. A che pro? Magari si, forse avremmo messo su un gruppo come i White Stripes, o forse ci saremmo scannati dalla mattina alla sera. Tutti forse. Tutte alternative alla mia vita che posso solo immaginare, niente di più. 


E così questa mattina mi ritrovo a pensare alla ruota del destino e al suo naturale decorso. Secondo me la vita è un'enorme gioco nel quale noi siamo delle pedine e qualcuno sopra di noi tira i dadi. C'è chi perde subito, c'è chi prende strade sbagliate, c'è chi prende strade giuste ma poi torna indietro, c'è chi affronta i nemici senza batter ciglio, c'è chi diventa il nemico per far fuori i più deboli. 
E c'è chi si diverte ancora dopo anni a giocare a risiko. 
Forse questa è la parte che più mi spaventa, e forse è la parte che non riesco ancora a comprendere, e perché debba far parte della nostra esistenza. 

venerdì 27 maggio 2011

Strani discorsi 1

Non avrei mai pensato che un giorno avrei parlato con immensa disinvoltura della cacca di mia figlia e del suo fantastico odore. Veramente se due anni fa qualcuno mi avesse detto che sarei diventata mamma non ci avrei creduto. Anzi gli avrei riso in faccia senza mezzi termini.
"Io madre? Per carità odio i bambini come l'orso odia le api..."
Senso materno ai minimi storici. E proprio ieri andando al supermercato con marito e nana a carico mi sono imbattuta in una bambina di circa 5 anni che guardando la nana mi fa:
"come si chiama?"
"Dharma" scandendo bene le parole come se fosse una sorda.
"ah..." ha preso la sua cannuccia e se ne è andata. Adesso dico: a parte il fatto della sua esclamazione ah che vorrei capire a cosa alludeva, ma una volta che hai saputo il nome di mia figlia cosa hai concluso? Nulla.
Entrata nel supermercato non ho potuto fare a meno di rifare il verso della bimba.
Sono perfida lo so, ma i bambini io non li ho mai sopportati.
Eppure con la mia nana che ora non fa che lagnarsi per i dentini, ho scoperto un lato di me che mai e poi mai avrei pensato di avere. Un figlio ti fa tornare indietro nel tempo, e finalmente mi posso permettere di mangiare i plasmon, andare nei negozi di giocattoli senza giustificare il mio eterno voler restare bambina. Certo con qualche anno in più, qualche acciacco di troppo e due capelli bianchi nei capelli.